Strutture in acciaio da proteggere con vernici intumescenti? Un edificio storico dove non si può intervenire? Vie d’esodo che non rientrano nelle regole standard? Con la Fire Safety Engineering (FSE) il progetto antincendio non si limita ad applicare tabelle e prescrizioni: si basa sul comportamento reale dell’incendio nel tuo edificio. Il risultato sono soluzioni più mirate, meno invasive e spesso più economiche, con un livello di sicurezza uguale o superiore a quello richiesto dalla norma.
Ellequadro S.r.l. applica l’approccio prestazionale previsto dal Codice di Prevenzione Incendi per trovare, caso per caso, la soluzione tecnicamente più efficace e sostenibile, e la accompagna fino all’approvazione da parte dei Vigili del Fuoco.
La Fire Safety Engineering è il metodo di progettazione antincendio prestazionale: invece di rispettare una regola fissa (ad esempio «struttura R 60» o «lunghezza massima del percorso d’esodo»), si dimostra con calcoli e simulazioni che l’edificio raggiunge gli obiettivi di sicurezza richiesti: salvaguardia della vita umana, tutela dei beni e continuità dell’esercizio.
Il Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 3 agosto 2015 e s.m.i.) riconosce espressamente questo approccio: accanto alle soluzioni conformi, consente le soluzioni alternative progettate con i metodi dell’ingegneria della sicurezza antincendio (capitoli M.1, M.2 e M.3). Non si tratta quindi di una deroga, ma di uno strumento ordinario previsto dalla norma.
L’approccio prestazionale porta i maggiori benefici quando la soluzione tradizionale imporrebbe interventi costosi, invasivi o difficili da realizzare. Ad esempio:
Strutture in acciaio o in legno che richiederebbero protettivi estesi: vernici intumescenti, intonaci o lastre antincendio.
Edifici esistenti, storici o vincolati, dove i rivestimenti protettivi non sono compatibili con la tutela architettonica.
Grandi volumi: capannoni industriali e logistici, atri a tutta altezza, centri commerciali, impianti sportivi.
Percorsi d’esodo con lunghezze, larghezze o configurazioni che non rientrano nelle soluzioni conformi.
Adeguamenti, ampliamenti e cambi di destinazione d’uso, in cui la soluzione standard comporterebbe costi sproporzionati.
Prescrizioni dei Vigili del Fuoco difficili da attuare, per le quali serve una soluzione tecnica alternativa motivata.
La resistenza al fuoco viene verificata con curve di incendio naturale, cioè con le temperature che l’incendio può realmente raggiungere in quell’ambiente. Così si possono ridurre gli spessori dei protettivi o, dove è tecnicamente giustificato, evitarli del tutto.
Meno materiali da posare oggi e meno protettivi da controllare e ripristinare negli anni.
Si limitano gli interventi invasivi e si rispettano le caratteristiche originarie dell’opera.
Spazi aperti, doppie altezze e layout funzionali diventano possibili quando la sicurezza è dimostrata con l’analisi.
Le simulazioni verificano che le persone abbiano il tempo di mettersi in salvo prima che fumo e calore rendano l’ambiente pericoloso.
Interventi mirati riducono tempi e interferenze con l’attività in esercizio.
Meno materiali, meno rifiuti, meno lavorazioni.
Esaminiamo edificio, documentazione e attività svolta e indichiamo dove la FSE porta un vantaggio concreto rispetto alla soluzione conforme, prima di investire nella progettazione completa.
Definiamo gli incendi credibili più gravosi: posizione e potenza del focolaio, materiali presenti, ventilazione, presenza di persone.
Simulazioni fluidodinamiche (CFD, ad esempio con FDS) per fumi e temperature, modelli di esodo per il movimento delle persone e analisi termo-strutturali per il comportamento delle strutture.
Confrontiamo il tempo disponibile per l’esodo con il tempo necessario a evacuare (ASET > RSET) e verifichiamo che le strutture mantengano la loro funzione per il tempo richiesto.
Redigiamo la documentazione per la valutazione del progetto e la SCIA e assistiamo il cliente fino all’approvazione. Definiamo inoltre le misure di gestione della sicurezza antincendio che garantiscono nel tempo le ipotesi del progetto.
Uffici e immobili direzionali · edifici storici, vincolati e musei · archivi e depositi · capannoni industriali e logistici · attività commerciali · autorimesse · scuole · impianti sportivi.
Sì. Il Codice di Prevenzione Incendi prevede le soluzioni alternative progettate con i metodi dell’ingegneria della sicurezza antincendio. Il progetto viene esaminato dal Comando dei Vigili del Fuoco competente nell’ambito dell’iter di prevenzione incendi.
In molti casi sì, o almeno è possibile ridurla in modo significativo. Dipende dal carico d’incendio, dalla geometria degli ambienti e dal tipo di struttura: lo studio di fattibilità serve proprio a stabilirlo prima di procedere.
Sì, ed è spesso lì che dà i risultati migliori: permette di adeguare l’edificio alla normativa antincendio limitando le opere e salvaguardando le strutture esistenti.
La progettazione è più articolata, ma i risparmi sulle opere (protettivi, rivestimenti, modifiche edilizie) sono spesso superiori al costo dello studio. Per questo partiamo sempre da una valutazione preliminare di convenienza.
La soluzione alternativa rientra nel Codice e dimostra che l’obiettivo di sicurezza è raggiunto in modo diverso dalla soluzione conforme. La deroga (art. 7 del D.P.R. 151/2011) si richiede quando le norme non possono essere rispettate e non sono disponibili soluzioni alternative: richiede misure compensative ed è soggetta a una procedura specifica.
Raccontaci il tuo progetto: verifichiamo se la progettazione antincendio prestazionale può ridurre interventi e costi, mantenendo pieno il livello di sicurezza. Contatta Ellequadro S.r.l. per una prima valutazione.